venerdì 17 giugno 2011
Escherichia Coli... le FAQ del Ministero della Salute
1. Come può avvenire la contaminazione degli alimenti?
La contaminazione può avere origine da acqua contaminata o fertilizzanti naturali. Il patogeno può essere trasmesso anche con la preparazione dei cibi. La contaminazione può essere diretta o indiretta attraverso le mani, l’attrezzatura, i coltelli e/o altri utensili di cucina.
2. Come può essere ridotto il rischio di infezione ?
Innanzitutto il rispetto delle comuni regole d’igiene riduce il rischi di infezione: • prima della preparazione di cibi o dopo il contatto con alimenti crudi, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone e asciugarle bene;
• conservare e preparare la carne cruda separatamente dagli altri cibi (frutta e verdura), ad esempio in caso di barbecue usare taglieri, piatti e pinze separati;
• pulire accuratamente, sciacquare con acqua calda e asciugare le superfici e gli oggetti dopo un contatto con alimenti crudi, i suoi involucri o l’acqua di condensa;
• lavare accuratamente frutta e verdura crude prima del consumo; (possibilmente con acqua calda, strofinandole energicamente per almeno 30 secondi) e, se necessario pelarle.
Lavare e sbucciare successivamente frutta e verdura, pur non eliminando completamente i germi, riduce la carica batterica e quindi il rischio di infezione.
3. Come può essere eliminato il batterio?
Il batterio può essere eliminato con il calore della cottura.
La temperatura di 70°C al centro dell’alimento deve essere raggiunta e mantenuta per almeno due minuti.
Il comune processo di riscaldamento per la produzione di confetture e conserve porta all’inattivazione del batterio; anche nel caso di cetrioli in salamoia, la combinazione di trattamento termico, il basso pH e il contenuto salino costituiscono una sufficiente garanzia.
4. Ci sono problemi per le persone che si recano in Germania o provengono da tale Paese?
Poiché la quasi totalità dei casi di infezione è circoscritta alla zona di Amburgo, si consiglia ai cittadini italiani che debbono recarsi nel Nord della Germania di non consumare verdura e frutta crude in loco e di non bere acqua di rubinetto, finché la causa dell’epidemia non sarà stata accertata.
Le persone che hanno recentemente soggiornato in Germania devono prestare attenzione alla comparsa di sintomi gastroenterici e nel caso di diarrea emorragica rivolgersi al proprio medico.
martedì 14 dicembre 2010
Pesaro, Convegno Regionale SItI
Come anticipato nel post di ieri, quest’oggi interverrò nella tavola rotonda del convegno organizzato dalla Società Italiana di Igiene (Sezione Marche) dal titolo: Pensare globalmente, agire localmente: quale Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012 per le Marche?
Gli organizzatori del Convegno hanno pensato ad una tavola rotonda pomeridiana che potesse essere animata da interventi preordinati su richiesta di rappresentanti delle diverse professionalità, servizi e portatori di interessi. La mia richiesta di intervento come blogger, creatore di Prevenzione 360, è stata accolta e il mio intervento è già stato parzialmente espresso nel post di ieri. Parlerò dunque di internet e della comunicazione al tempo del web 2.0.
Per cogliere l’invito ad essere propositivi terminerò il mio contributo con una proposta: che la SItI si faccia portatrice delle considerazioni sulle potenzialità comunicative del web, ad esempio organizzando un gruppo di lavoro regionale che possa approfondire la complessa questione di internet e delle nuove modalità di comunicazione attraverso il web.
lunedì 13 dicembre 2010
Il bello e il brutto di internet
Picture by Steve Rhode
Sì, internet è un mondo senza regole. Questo è il bello di internet. Questo è il brutto di internet.
In internet il pensiero di un esperto e quello del "cittadino comune" viaggiano alla pari. Ma quando il cittadino comune ha ottime capacità comunicative e sa usare internet allora ha la possibilità di essere cento volte più efficace di un esperto e c'è la reale possibilità che sia considerato attendibile, tanto quanto il migliore degli esperti, anche se il suo punto di vista è scientificamente infondato.
Con ragionevole certezza anche nell'influenza dei social network devono essere ricercate le motivazioni per il flop della vaccinazione pandemica del 2009 e molto probabilmente la percezione negativa collegata ai vaccini è destinata ad amplificarsi nel tempo e a "contagiare" sempre più persone.
Fanno riflettere, in questo senso, i risultati di una ricerca condotta da Sanofi Pasteur MSD sulla percezione delle vaccinazioni nei social network in Italia. In particolare è emerso che solo su Facebook, visitato ogni giorno da 8 milioni di persone, si contano 40 mila pagine e 1.200 gruppi dedicati ai vaccini ma nel 95% dei casi l'immagine, e tutto ciò che ne consegue, è negativa. Risultati simili per YouTube e MySpace.
La domanda sorge spontanea: cosa fanno gli esperti per fronteggiare questo fenomeno?
Poco o nulla a quanto pare. Basti considerare che in un documento come il Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012 internet e le sue potenzialità comunicative non sono contemplate in alcun modo.
Procedendo così la Sanità Pubblica e la Prevenzione perderanno sempre più terreno nel complesso mondo della comunicazione.
Questo sarà il succo del mio intervento nella tavola rotonda pomeridiana del convegno organizzato dalla Società Italiana di Igiene (Sezione Marche) che si terrà domani, 14 dicembre, a Pesaro: Pensare globalmente, agire localmente: quale Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012 per le Marche?
lunedì 8 novembre 2010
Boom di tumori allo stomaco?
di tumori allo stomaco nelle Marche: è questo il titolo sensazionalistico con cui il giornale ha voluto riportare le indicazioni di un comunicato stampa rilasciato dalla AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) a margine del XII Congresso nazionale della Società che si è aperto oggi a Roma.
La Regione Marche viene citata tra le regioni italiane più colpite dal fenomeno. E i principali imputati sarebbero l’eccesso di alcol, il fumo e soprattutto un’alimentazione scorretta: sotto accusa in particolare il forte consumo di carni rosse, specie se cotte alla brace, cibi affumicati, salati e/o conservati e infine lo scarso consumo di frutta e verdura.
Ritengo personalmente che prima di trasmettere certe affermazioni si dovrebbe riflettere sull'impatto che esse potrebbero avere. Il caso oggetto del presente post è dimostrazione difficilmente confutabile di quanto sia importante dare i numeri ma in maniera corretta (ovvero con precisione e dedicando tempo per spiegarli).
Vengo al dunque: si parla della Regione Marche come di una delle regioni con la più grande incidenza di tumori dello stomaco. Poi si citano le testuali parole del comunicato AIOM: "si parla di un vero e proprio ‘triangolo maledetto', che ha i suoi vertici a Perugia, Pesaro e bassa Romagna".
Il problema relativo alle Marche sta nell'assenza di un registro tumori che possa confermare o smentire questo tipo di dichiarazioni, basate unicamente su stime. Ed ecco che la notizia si trasfrorma: da news finalizzate a diffondere conoscenza rispetto alla AIOM, e alle sue iniziative scientifiche, a titoli sensazionalistici che potrebbero procurare inutili preoccupazioni. In realtà la situazione non è così drammatica: in buona parte del mondo il tumore dello stomaco sta regredendo (l'Italia non fa eccezione) mantenendo pur sempre delle caratteristiche di aggressività che ne fanno uno dei tumori a più alta mortalità.
Ben vengano i contributi giornalistici che accendono i riflettori su un problema, purchè lo si faccia nel tentativo di fare corretta informazione e non con l'esclusiva finalità di vendere copie di giornale.

