mercoledì 13 luglio 2011
Letteratura scientifica: The relationship between active travel to school and health-related fitness in children and adolescents: a systematic review.
Per approfondimenti si rimanda alla lettura del lavoro:
Lubans et al. “The relationship between active travel to school and health-related fitness in children and adolescents: a systematic review”. In: International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity 2011, 8:5
lunedì 13 dicembre 2010
Il bello e il brutto di internet
Picture by Steve Rhode
Sì, internet è un mondo senza regole. Questo è il bello di internet. Questo è il brutto di internet.
In internet il pensiero di un esperto e quello del "cittadino comune" viaggiano alla pari. Ma quando il cittadino comune ha ottime capacità comunicative e sa usare internet allora ha la possibilità di essere cento volte più efficace di un esperto e c'è la reale possibilità che sia considerato attendibile, tanto quanto il migliore degli esperti, anche se il suo punto di vista è scientificamente infondato.
Con ragionevole certezza anche nell'influenza dei social network devono essere ricercate le motivazioni per il flop della vaccinazione pandemica del 2009 e molto probabilmente la percezione negativa collegata ai vaccini è destinata ad amplificarsi nel tempo e a "contagiare" sempre più persone.
Fanno riflettere, in questo senso, i risultati di una ricerca condotta da Sanofi Pasteur MSD sulla percezione delle vaccinazioni nei social network in Italia. In particolare è emerso che solo su Facebook, visitato ogni giorno da 8 milioni di persone, si contano 40 mila pagine e 1.200 gruppi dedicati ai vaccini ma nel 95% dei casi l'immagine, e tutto ciò che ne consegue, è negativa. Risultati simili per YouTube e MySpace.
La domanda sorge spontanea: cosa fanno gli esperti per fronteggiare questo fenomeno?
Poco o nulla a quanto pare. Basti considerare che in un documento come il Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012 internet e le sue potenzialità comunicative non sono contemplate in alcun modo.
Procedendo così la Sanità Pubblica e la Prevenzione perderanno sempre più terreno nel complesso mondo della comunicazione.
Questo sarà il succo del mio intervento nella tavola rotonda pomeridiana del convegno organizzato dalla Società Italiana di Igiene (Sezione Marche) che si terrà domani, 14 dicembre, a Pesaro: Pensare globalmente, agire localmente: quale Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012 per le Marche?
sabato 6 novembre 2010
Obesità e implicazioni economiche
Nel report sono stati messi a confronto, per la prima volta, dati sull'obesità provenienti da 11 Paesi.
Ecco le principali indicazioni riportate nel documento OCSE:
- una persona su due è sovrappeso od obesa in quasi la metà dei paesi OCSE. I tassi sono destinati ad aumentare ulteriormente nel prossimo futuro;
- ogni anno, una persona obesa comporta una spesa sanitaria superiore del 25% rispetto a una persona di peso normale. L'obesità è responsabile dell’1-3% della spesa sanitaria totale nella maggior parte dei Paesi OCSE (5-10% negli Stati Uniti);
- una persona gravemente obesa ha un’aspettativa di vita di 8-10 anni inferiore rispetto ad una persona di peso normale;
- le donne con basso livello di istruzione hanno 2-3 volte più probabilità di essere in sovrappeso rispetto a quelle con un elevato grado di istruzione; negli uomini questa disparità è molto meno accentuata;
- le persone obese guadagnano fino al 18% in meno rispetto alle persone non obese;
- i bambini che hanno almeno un genitore obeso hanno 3-4 volte più probabilità di essere obesi;
- un’adeguata strategia di prevenzione in Italia permetterebbe di evitare, ogni anno, 75 000 decessi per malattie croniche.
Leggi qui il riassunto in Italiano del report OCSE "Obesity and the economics of prevention: fit not fat".
mercoledì 27 ottobre 2010
OKkio alla Salute 2010
Nel corso del 2010 sono stati misurati oltre 42.000 bambini della terza classe delle scuole primarie. Permane alta la prevalenza del sovrappeso (23%) e dell’obesità (11%) e si continuano a rilevare comportamenti non salutari:
- il 9% dei bambini salta la prima colazione e il 30% non la fa adeguata;
- 1 bambino su 4 non mangia quotidianamente frutta e verdura;
- circa il 50% consuma bevande zuccherate o gassate nell’arco della giornata;
- 1 bambino su 5 pratica sport per non più di un’ora a settimana;
- 1 bambino su 2 ha la TV in camera.
I genitori, inoltre, non sempre hanno una percezione corretta dello stato ponderale del proprio figlio: tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 36% ritiene che il proprio figlio non sia in eccesso ponderale
Zoom8
Dalla valutazione dei dati più interessanti dello studio emerge che:
• circa il 70% dei bambini non ha l’abitudine di andare a scuola a piedi;
• il 27% dei bambini gioca per più di due ore al giorno all’aria aperta, nei giorni feriali;
• il tempo trascorso dai bambini giocando all’aperto è correlato alla sicurezza dell’ambiente intorno all’abitazione e alla mancanza di strutture adeguate, specie al Sud;
• per i genitori, la principale fonte di informazione su una corretta alimentazione è rappresentata dai pediatri e da altri operatori sanitari; si evidenziano livelli di conoscenza maggiori al Nord e tra i genitori con elevato titolo di studio;
• per migliorare il benessere dei propri figli, i genitori suggeriscono di ridurre la pubblicità sugli alimenti confezionati, di aumentare le ore di attività fisica svolte a scuola e di potenziare le strutture sportive pubbliche.
HBSC 2010
Per quanto riguarda i ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, la raccolta dati condotta nel 2009-10 su 77.000 ragazzi indica tra l’altro:
• Una diminuzione della prevalenza di sovrappeso e obesi che va dal 29% nei ragazzi e dal 20% nelle ragazze undicenni, al 26% nei maschi e al 12% nelle femmine di 15 anni;
• lo svolgimento di minore attività fisica tra i ragazzi di 15 anni (48% dei maschi e 27% delle femmine) rispetto ai tredicenni (51% dei maschi e 34% delle femmine);
• il 40% dei maschi e il 24% delle femmine di 15 anni dichiara di consumare alcol almeno una volta a settimana;
• il 19% dei quindicenni (maschi e femmine) dichiara di fumare almeno una volta a settimana.
