Ne basta una... stupendo!
Allacciamo le cinture... sempre!
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domenica 12 giugno 2011
mercoledì 5 gennaio 2011
Healthy New Year!!!
Buon 2011, un 2011 in salute!
I CDC augurano un nuovo anno, ricco di scelte salutari (A New Year of Healthy Possibilities). E noi riportiamo le loro brevi indicazioni e qualche link (in inglese).
- Fai scelte alimentari salutari. Fai snack salutari come frutta o formaggi magri.
- Sii attivo. Prova facendo cose semplici, ad esempio prendere le scale invece dell'ascensore. Sii attivo per almeno due ore e mezzo a settimana.
- Proteggi te stesso dagli incidenti usando il casco o i repellenti per insetti quando necessario
- Prendi appuntamento per un controllo, una vaccinazione o un'attività di screening
- Lavati spesso le mani con acqua e sapone. Se acqua e sapone non sono utilizzabili usa una soluzione a base alcolica per il lavaggio delle mani
- Smetti di fumare.
- Dormi abbastanza. Ricorda che dormire è una necessità, non un lusso.
E, in ultimo, la pagina dei CDC dedicata all'Healthy Living.
lunedì 8 novembre 2010
GenitoriPiù è uno dei più bei progetti di prevenzione mai realizzati. Semplice, lineare, fortemente ancorato a evidenze scientifiche. Il progetto ha fatto il suo corso (2007-2009) ma il sito internet e il materiale informativo sono ancora fruibili.
Il target del progetto sono i genitori, con l'obiettivo di promuovere la salute dei piccoli a partire da sette semplici azioni:
• assumere acido folico (prima del concepimento e nel corso del primo trimestre di gravidanza)
• allattarlo al seno• metterlo a dormire a pancia in su
sabato 30 ottobre 2010
O si guida o si telefona...
Il messaggio di questo video è chiaro. Peccato che non sia ascoltato dai più.
L'invito è quello di guardare il video, riflettere e modificare i comportamenti che possono arrecare danno a se stessi e agli altri.
L'invito è quello di guardare il video, riflettere e modificare i comportamenti che possono arrecare danno a se stessi e agli altri.
lunedì 18 ottobre 2010
Efficacia dei messaggi intimidatori per la prevenzione degli incidenti stradali
Nel 2008 Sabina Cedri e Cinzia Cedri, del Dipartimento di Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria dell'Istituto Superiore di Sanità, hanno pubblicato l'interessante Rapporto Istisan denominato "Sicurezza stradale: gli effetti della comunicazione intimidatoria sulla prevenzione degli incidenti".
Di seguito riportiamo la sintesi del lavoro:
Le comunicazioni tramite fear appeal sono tuttora ampiamente utilizzate, anche se la ricerca in questo campo non ha portato a conclusioni chiare e definitive sulla loro efficacia. Molti degli studi condotti hanno preso in considerazione le più diverse tematiche di prevenzione, mentre il presente lavoro si focalizza sugli effetti dei messaggi intimidatori per la prevenzione degli incidenti stradali. Oltre alla paura, tali messaggi suscitano ansia, disgusto, depressione, senso di colpa. E potrebbero essere proprio questi stati d’animo a causare il cosiddetto “effetto boomerang”. La maggior parte dei lavori considerati dimostrano poi un effetto positivo in relazione agli atteggiamenti, per cui ad un maggior livello di paura corrisponde un cambiamento di atteggiamento nei confronti degli incidenti stradali. Esistono invece pochi studi che hanno analizzato l’efficacia di tali messaggi sui comportamenti, e tali studi presentano risultati discordanti. Il presente lavoro dimostra quindi una certa efficacia dei fear appeal sulla prevenzione degli incidenti stradali, quantomeno nel cambiamento di atteggiamento, anche se si devono considerare alcuni fattori limitanti che fanno riflettere sulla necessità di condurre studi focalizzati, ad esempio, sulle diverse componenti del messaggio intimidatorio.
Dunque i messaggi intimidatori, i video shock, le testimonianze forti sono efficaci nel prevenire incidenti stradali? La risposta sembrerebbe "forse sì ma con alcune riserve".
Il problema è insito nella distanza, in senso lato, che intercorre tra messaggio preventivo e esito desiderato. Nel caso, ad esempio, della guida in stato di ebrezza e degli incidenti stradali si potrebbe declinare il problema in questo modo:
- conoscenze: so che non si può guidare dopo aver bevuto
- atteggiamenti: penso sia giusto non mettersi alla guida dopo aver bevuto
- comportamenti: dopo aver bevuto non guido mai
Ed ecco il problema di gran parte delle strategie educative che vengono messe in campo nel tentativo di prevenire la guida in stato di ebrezza: si riesce ad ottenere buoni risultati in merito a conoscenze e atteggiamenti, ma pochissimi studi sono in grado di stabilire quanto una campagna preventiva riesca ad incidere sui comportamenti. Eppure è sui comportamenti che si deve incidere.
Quando l'argomento di discussione è così importante e delicato riteniamo che anche la modifica di conoscenze e atteggiamenti sia particolarmente importante. E ci auguriamo per questo che sempre più frequentemente si comunichino, anche in maniera forte, messaggi di prevenzione che potrebbero salvare qualche vita.
Purtroppo in Italia si è scelta la linea "soft" e i cosiddeti "fear appeal", i messaggi dal contenuto realistico e scioccante, non sono quasi mai utilizzati a scopo preventivo. P360 va contro tendenza e periodicamente (quando il web ce ne darà l'occasione) pubblicheremo video, immagini, messaggi forti.
Cominciando con la storia di Jaqueline Saburido, che molti di noi ricorderanno.
Questi video ci facciano riflettere.
Di seguito riportiamo la sintesi del lavoro:
Le comunicazioni tramite fear appeal sono tuttora ampiamente utilizzate, anche se la ricerca in questo campo non ha portato a conclusioni chiare e definitive sulla loro efficacia. Molti degli studi condotti hanno preso in considerazione le più diverse tematiche di prevenzione, mentre il presente lavoro si focalizza sugli effetti dei messaggi intimidatori per la prevenzione degli incidenti stradali. Oltre alla paura, tali messaggi suscitano ansia, disgusto, depressione, senso di colpa. E potrebbero essere proprio questi stati d’animo a causare il cosiddetto “effetto boomerang”. La maggior parte dei lavori considerati dimostrano poi un effetto positivo in relazione agli atteggiamenti, per cui ad un maggior livello di paura corrisponde un cambiamento di atteggiamento nei confronti degli incidenti stradali. Esistono invece pochi studi che hanno analizzato l’efficacia di tali messaggi sui comportamenti, e tali studi presentano risultati discordanti. Il presente lavoro dimostra quindi una certa efficacia dei fear appeal sulla prevenzione degli incidenti stradali, quantomeno nel cambiamento di atteggiamento, anche se si devono considerare alcuni fattori limitanti che fanno riflettere sulla necessità di condurre studi focalizzati, ad esempio, sulle diverse componenti del messaggio intimidatorio.
Dunque i messaggi intimidatori, i video shock, le testimonianze forti sono efficaci nel prevenire incidenti stradali? La risposta sembrerebbe "forse sì ma con alcune riserve".
Il problema è insito nella distanza, in senso lato, che intercorre tra messaggio preventivo e esito desiderato. Nel caso, ad esempio, della guida in stato di ebrezza e degli incidenti stradali si potrebbe declinare il problema in questo modo:
- conoscenze: so che non si può guidare dopo aver bevuto
- atteggiamenti: penso sia giusto non mettersi alla guida dopo aver bevuto
- comportamenti: dopo aver bevuto non guido mai
Ed ecco il problema di gran parte delle strategie educative che vengono messe in campo nel tentativo di prevenire la guida in stato di ebrezza: si riesce ad ottenere buoni risultati in merito a conoscenze e atteggiamenti, ma pochissimi studi sono in grado di stabilire quanto una campagna preventiva riesca ad incidere sui comportamenti. Eppure è sui comportamenti che si deve incidere.
Quando l'argomento di discussione è così importante e delicato riteniamo che anche la modifica di conoscenze e atteggiamenti sia particolarmente importante. E ci auguriamo per questo che sempre più frequentemente si comunichino, anche in maniera forte, messaggi di prevenzione che potrebbero salvare qualche vita.
Purtroppo in Italia si è scelta la linea "soft" e i cosiddeti "fear appeal", i messaggi dal contenuto realistico e scioccante, non sono quasi mai utilizzati a scopo preventivo. P360 va contro tendenza e periodicamente (quando il web ce ne darà l'occasione) pubblicheremo video, immagini, messaggi forti.
Cominciando con la storia di Jaqueline Saburido, che molti di noi ricorderanno.
Questi video ci facciano riflettere.
domenica 17 ottobre 2010
Gli argomenti di P360
In questo blog si affronteranno molte questioni.
Non riporteremo solo notizie ma cercheremo, laddove possibile, di approfondire gli argomenti di discussione con analisi tecniche, opinioni o spiegazioni che abbiano finalità divulgative.
Provo ad elencare alcune delle aree di intervento che interesseranno il blog:
prevenzione delle malattie infettive;
vaccinazioni;
promozione della salute;
educazione sanitaria;
salute e ambiente;
lotta al fumo;
promozione dell'attività fisica;
preparazione alle emergenze;
sicurezza sui luoghi di lavoro;
sicurezza stradale e domestica;
prevenzione dei tumori...
in una parola: prevenzione a 360 gradi.
Non riporteremo solo notizie ma cercheremo, laddove possibile, di approfondire gli argomenti di discussione con analisi tecniche, opinioni o spiegazioni che abbiano finalità divulgative.
Provo ad elencare alcune delle aree di intervento che interesseranno il blog:
prevenzione delle malattie infettive;
vaccinazioni;
promozione della salute;
educazione sanitaria;
salute e ambiente;
lotta al fumo;
promozione dell'attività fisica;
preparazione alle emergenze;
sicurezza sui luoghi di lavoro;
sicurezza stradale e domestica;
prevenzione dei tumori...
in una parola: prevenzione a 360 gradi.
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