Durante il 35° congresso annuale dell’AIE (Associazione Italiana di Epidemiologia), sono stati presentati i risultati dello studio "Sentieri", Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Lo studio, durato cinque anni, ha analizzato il rischio per la salute della popolazione residente in 44 siti contaminati per i quali sono state avviate, in alcuni casi concluse e, comunque previste, le bonifiche ambientali. "Sentieri conferma i risultati di alcune precedenti indagini relative alla mortalità nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale", ha detto il prof. Enrico Garaci, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, "mostrando che lo stato di salute delle popolazioni residenti nei siti esaminati appare risentire di effetti avversi più marcati rispetto alle regioni di appartenenza..."
Continua a leggere qui (Fonte Sanità News)
giovedì 10 novembre 2011
Possibile causa di autismo...
E se alla base dello sviluppo dell'autismo ci fosse la presenza di un numero eccessivo di neuroni nel cervello? Questo sembrerebbe emergere da uno studio pubblicato su Jama (Journal of the American Medical Association) secondo cui il numero troppo alto di cellule cerebrali nella corteccia prefrontale porterebbe a una riorganizzazione cerebrale non ottimale, dando luogo al disturbo neurologico. Lo studio e' stato condotto esaminando il tessuto cerebrale post-mortem di 13 ragazzi tra i 2 e i 16 anni, 7 affetti da autismo e 6 sani. L'analisi ha rilevato che i bambini con autismo hanno, in particolare, il 79% di neuroni in piu' nella corteccia prefrontale dorsolaterale e il 29% in piu' nella corteccia prefrontale mesiale. Lo studio è stato eseguito su un numero esiguo di soggetti e deve essere considerato per quello che è: uno studio molto interessante che necessita di ulteriori approfondimenti.
Per approfondimenti... Eric Courchesne et al. Neuron Number and Size in Prefrontal Cortex of Children With Autism. JAMA. 2011;306(18):2001-2010. doi: 10.1001/jama.2011.1638
Per approfondimenti... Eric Courchesne et al. Neuron Number and Size in Prefrontal Cortex of Children With Autism. JAMA. 2011;306(18):2001-2010. doi: 10.1001/jama.2011.1638
martedì 9 agosto 2011
Prevenzione e Controllo dell'Influenza, stagione 2011-2012
Come avvenuto negli anni precedenti, anche quest’anno la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria ha predisposto la Circolare annuale recante indicazioni per la prevenzione ed il controllo dell’influenza stagionale.
Anche quest'anno, specie per i soggetti a rischio, la vaccinazione antinfluenzale rappresenta la principale arma preventiva.
Scarica e leggi il documento "Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2011-2012".
venerdì 15 luglio 2011
Fa caldo!
Quella che chiamiamo "ondata di calore", ovvero l'innalzamento delle temperature in periodo estivo, sembra essere in questi giorni al suo picco massimo, specie nel centro e sud Italia (leggi qui e qui). Per i prossimi giorni è atteso un miglioramento.
Nel frattempo massima accortezza e particolare attenzione ai pochi ma efficaci rimedi anti-caldo:
Nel frattempo massima accortezza e particolare attenzione ai pochi ma efficaci rimedi anti-caldo:
- Uscire di casa nelle ore meno calde della giornata; evitare di uscire di casa nelle ore più calde, cioè dalle 11 alle 18.
- Indossare un abbigliamento leggero e comodo. Fuori di casa, è anche utile proteggere la testa dal sole diretto con un cappello leggero di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole. È importante proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo.
- Rinfrescare l’ambiente domestico e di lavoro: schermature delle finestre esposte al sole, isolamento termico e il condizionamento dell’aria.
- Bere molti liquidi, mangiare molta frutta e verdura, non bere alcolici.
- Fare pasti leggeri e porre attenzione alla conservazione domestica degli alimenti.
- Prestare attenzione alle persone a rischio.
Mai lasciare da soli i bambini in macchina
Mai farlo. Mai lasciare da soli i bambini in macchina.
Questa estate ho trovato particolarmente interessante l'attenzione rivolta ad informare sui rischi di lasciare soli in macchina i bambini. Segnalo in particolare l'informativa della European Child Safety Alliance tradotta dal Ministero della Salute: Mai lasciare i bambini soli in macchina: è alto il rischio di morte per ipertermia (colpo di calore).
Non mi immaginavo che i bimbi morti perchè lasciati soli o dimenticati in macchina fossero così numerosi: Negli USA si contano in media 36 episodi di questo genere all'anno.
In Francia, tra il 2007 e il 2009, ci sono stati 24 casi di ipertermia in bambini rimasti chiusi in macchina, di cui 5 mortali. Il 54% dei genitori aveva lasciato intenzionalmente il bambino in auto, per svolgere qualche commissione, sottovalutando il rischio legato a tale comportamento; il 46% aveva dimenticato il bambino in automobile recandosi al lavoro o tornando a casa. I recenti fatti di cronaca ci ricordano tristemente che simili episodi capitano anche in Italia.
L'errore più grave che si possa fare è quello di escludere a priori che questi tragici incidenti possano capitare a chiunque (esatto, anche a te!).
Negli episodi più tragici, il genitore non ha avuto la percezione di aver dimenticato il proprio bambino in macchina fino a quando a fine giornata, tornando all’autovettura, ha scoperto il corpicino senza vita del figlio nell’abitacolo. Questi incidenti possono accadere a chiunque, a genitori amorevoli e di qualsiasi ceto sociale.
Trovo particolarmente interessante i consigli preventivi contenuti nell'informativa sopracitata:
Questa estate ho trovato particolarmente interessante l'attenzione rivolta ad informare sui rischi di lasciare soli in macchina i bambini. Segnalo in particolare l'informativa della European Child Safety Alliance tradotta dal Ministero della Salute: Mai lasciare i bambini soli in macchina: è alto il rischio di morte per ipertermia (colpo di calore).
Non mi immaginavo che i bimbi morti perchè lasciati soli o dimenticati in macchina fossero così numerosi: Negli USA si contano in media 36 episodi di questo genere all'anno.
In Francia, tra il 2007 e il 2009, ci sono stati 24 casi di ipertermia in bambini rimasti chiusi in macchina, di cui 5 mortali. Il 54% dei genitori aveva lasciato intenzionalmente il bambino in auto, per svolgere qualche commissione, sottovalutando il rischio legato a tale comportamento; il 46% aveva dimenticato il bambino in automobile recandosi al lavoro o tornando a casa. I recenti fatti di cronaca ci ricordano tristemente che simili episodi capitano anche in Italia.
L'errore più grave che si possa fare è quello di escludere a priori che questi tragici incidenti possano capitare a chiunque (esatto, anche a te!).
Negli episodi più tragici, il genitore non ha avuto la percezione di aver dimenticato il proprio bambino in macchina fino a quando a fine giornata, tornando all’autovettura, ha scoperto il corpicino senza vita del figlio nell’abitacolo. Questi incidenti possono accadere a chiunque, a genitori amorevoli e di qualsiasi ceto sociale.
Trovo particolarmente interessante i consigli preventivi contenuti nell'informativa sopracitata:
- Se vedi un bambino solo in macchina chiama immediatamente il 112 (numero unico europeo per le emergenze) o il 113.
- Se trasporti sul sedile posteriore della tua auto un bambino:
- lascia i tuoi oggetti personali (borsa, telefono, valigetta, ecc.) sul sedile posteriore, vicino al piccolo. Quest’abitudine può aiutarti a non dimenticare, quando esci dalla macchina, che hai portato con te un bambino;
- poggia gli oggetti personali del bambino (pannolini, borse e biberon) sul sedile anteriore, in modo che ti ricordino la presenza del bambino.
- Quando accompagni il bambino al nido o all’asilo aggiungi sul programma dell’agenda del tuo computer o del tuo telefonino un apposito “promemoria” (oppure scrivilo sulla tua agenda di carta), che può segnalarti se hai portato o meno il bambino a destinazione, come programmato.
- Ogni volta che si verifica un cambiamento di programma nella consegna o nel ritiro del bambino, comunicalo al partner o a un’altra persona di fiducia (come ad esempio i nonni).
- Chiedi alla persona che si prende normalmente cura del bambino (per esempio la responsabile dell’asilo o del nido o la baby-sitter) di avvertirti se il bambino non è stato accompagnato all’asilo o al nido, come di solito accade.
- Quando in macchina non c’è nessuno, abbi cura di chiudere le portiere e il bagagliaio posteriore e tenere le chiavi lontano dalla portata dei bambini.
mercoledì 13 luglio 2011
Letteratura scientifica: The relationship between active travel to school and health-related fitness in children and adolescents: a systematic review.
Il tragitto casa - scuola dovrebbe essere percorso a piedi dai nostri figli che ne trarrebbero dei benefici in termini di salute. A dimostrare gli effetti positivi di questa prassi sono i risultati di una revisione sistematica pubblicata sull’International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity nel gennaio 2011. Qui il link al riassunto dei risultati della revisione a cura di Maurizio Gottin (responsabile S.S.D. Medicina sportiva Asl TO4).
Per approfondimenti si rimanda alla lettura del lavoro:
Lubans et al. “The relationship between active travel to school and health-related fitness in children and adolescents: a systematic review”. In: International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity 2011, 8:5
Per approfondimenti si rimanda alla lettura del lavoro:
Lubans et al. “The relationship between active travel to school and health-related fitness in children and adolescents: a systematic review”. In: International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity 2011, 8:5
martedì 12 luglio 2011
La prevenzione a portata di click...
La rassegna delle risorse web dedicate alla prevenzione continua e quest'oggi segnaliamo risorse web istituzionali più utili per essere costantemente aggiornati sul mondo della prevenzione:
- il sito di EpiCentro (ISS), pensato principalmente per gli operatori sanitari, è un ottimo sito informativo sulla gran parte delle tematiche preventive;
- il sito del CCM (Ministero della Salute), inizialmente un centro sorto per la preparazione e il controllo delle emergenze per la salute pubblica; attualmente orientato alla promozione della salute in generale;
- il sito dei CDC (in inglese), riferimento principale per la salute pubblica americana
- il sito degli ECDC (in inglese), riferimento principale per la salute pubblica in europa
venerdì 17 giugno 2011
Escherichia Coli... le FAQ del Ministero della Salute
Si riportano come pubblicate nel siro del Ministero:
1. Come può avvenire la contaminazione degli alimenti?
La contaminazione può avere origine da acqua contaminata o fertilizzanti naturali. Il patogeno può essere trasmesso anche con la preparazione dei cibi. La contaminazione può essere diretta o indiretta attraverso le mani, l’attrezzatura, i coltelli e/o altri utensili di cucina.
2. Come può essere ridotto il rischio di infezione ?
Innanzitutto il rispetto delle comuni regole d’igiene riduce il rischi di infezione: • prima della preparazione di cibi o dopo il contatto con alimenti crudi, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone e asciugarle bene;
• conservare e preparare la carne cruda separatamente dagli altri cibi (frutta e verdura), ad esempio in caso di barbecue usare taglieri, piatti e pinze separati;
• pulire accuratamente, sciacquare con acqua calda e asciugare le superfici e gli oggetti dopo un contatto con alimenti crudi, i suoi involucri o l’acqua di condensa;
• lavare accuratamente frutta e verdura crude prima del consumo; (possibilmente con acqua calda, strofinandole energicamente per almeno 30 secondi) e, se necessario pelarle.
Lavare e sbucciare successivamente frutta e verdura, pur non eliminando completamente i germi, riduce la carica batterica e quindi il rischio di infezione.
3. Come può essere eliminato il batterio?
Il batterio può essere eliminato con il calore della cottura.
La temperatura di 70°C al centro dell’alimento deve essere raggiunta e mantenuta per almeno due minuti.
Il comune processo di riscaldamento per la produzione di confetture e conserve porta all’inattivazione del batterio; anche nel caso di cetrioli in salamoia, la combinazione di trattamento termico, il basso pH e il contenuto salino costituiscono una sufficiente garanzia.
4. Ci sono problemi per le persone che si recano in Germania o provengono da tale Paese?
Poiché la quasi totalità dei casi di infezione è circoscritta alla zona di Amburgo, si consiglia ai cittadini italiani che debbono recarsi nel Nord della Germania di non consumare verdura e frutta crude in loco e di non bere acqua di rubinetto, finché la causa dell’epidemia non sarà stata accertata.
Le persone che hanno recentemente soggiornato in Germania devono prestare attenzione alla comparsa di sintomi gastroenterici e nel caso di diarrea emorragica rivolgersi al proprio medico.
1. Come può avvenire la contaminazione degli alimenti?
La contaminazione può avere origine da acqua contaminata o fertilizzanti naturali. Il patogeno può essere trasmesso anche con la preparazione dei cibi. La contaminazione può essere diretta o indiretta attraverso le mani, l’attrezzatura, i coltelli e/o altri utensili di cucina.
2. Come può essere ridotto il rischio di infezione ?
Innanzitutto il rispetto delle comuni regole d’igiene riduce il rischi di infezione: • prima della preparazione di cibi o dopo il contatto con alimenti crudi, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone e asciugarle bene;
• conservare e preparare la carne cruda separatamente dagli altri cibi (frutta e verdura), ad esempio in caso di barbecue usare taglieri, piatti e pinze separati;
• pulire accuratamente, sciacquare con acqua calda e asciugare le superfici e gli oggetti dopo un contatto con alimenti crudi, i suoi involucri o l’acqua di condensa;
• lavare accuratamente frutta e verdura crude prima del consumo; (possibilmente con acqua calda, strofinandole energicamente per almeno 30 secondi) e, se necessario pelarle.
Lavare e sbucciare successivamente frutta e verdura, pur non eliminando completamente i germi, riduce la carica batterica e quindi il rischio di infezione.
3. Come può essere eliminato il batterio?
Il batterio può essere eliminato con il calore della cottura.
La temperatura di 70°C al centro dell’alimento deve essere raggiunta e mantenuta per almeno due minuti.
Il comune processo di riscaldamento per la produzione di confetture e conserve porta all’inattivazione del batterio; anche nel caso di cetrioli in salamoia, la combinazione di trattamento termico, il basso pH e il contenuto salino costituiscono una sufficiente garanzia.
4. Ci sono problemi per le persone che si recano in Germania o provengono da tale Paese?
Poiché la quasi totalità dei casi di infezione è circoscritta alla zona di Amburgo, si consiglia ai cittadini italiani che debbono recarsi nel Nord della Germania di non consumare verdura e frutta crude in loco e di non bere acqua di rubinetto, finché la causa dell’epidemia non sarà stata accertata.
Le persone che hanno recentemente soggiornato in Germania devono prestare attenzione alla comparsa di sintomi gastroenterici e nel caso di diarrea emorragica rivolgersi al proprio medico.
domenica 12 giugno 2011
mercoledì 4 maggio 2011
Save lives: Clean Your Hands!
In Europa, ogni anno, piu' di 4 milioni di pazienti sono colpiti da circa 4,5 milioni di episodi di infezioni ospedaliere legate alla cura, che provocano 16 milioni di giorni di ulteriore permanenza in ospedale, 37mila decessi e costano 7 miliardi l'anno. Per evitare questo enorme problema in molti casi basterebbe lavarsi correttamente le mani. Lo ricorda l'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms), che il 5 maggio, come ogni anno, lancia la campagna globale "SAVE LIVES: Clean Your Hands" (lett. "Salva Vite: Lavati le Mani").
L'Oms prevede anche la possibilità che gli Ospedali stessi effettuino un'autovalutazione sulle proprie capacità di gestire la corretta igiene delle mani del personale sanitario. Alla data odierna 13.226 Strutture sanitarie da tutto il mondo hanno già aderito all'iniziativa. ma le iniziative non terminano qui.
Per approfondimenti: Clean Care is Safer Care
L'Oms prevede anche la possibilità che gli Ospedali stessi effettuino un'autovalutazione sulle proprie capacità di gestire la corretta igiene delle mani del personale sanitario. Alla data odierna 13.226 Strutture sanitarie da tutto il mondo hanno già aderito all'iniziativa. ma le iniziative non terminano qui.
Per approfondimenti: Clean Care is Safer Care
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